Archivio mensile:febbraio 2017

Rivoluzione Canone Rai

Rete Consumatori Italia - Scopri tutte le informazioni

Canone Rai in bolletta? La rivoluzione adesso è realtà. Dopo tanta confusione, una valanga di dubbi da sciogliere e la corsa alla compilazione dei moduli di esenzione, adesso i consumatori si ritrovano la fantomatica bolletta della luce tra le mani, con l’aggiunta del Canone Rai e qualche prevedibile errore annesso.

Tanti i cittadini che si sono già rivolti alle associazioni dei consumatori per avere risposte.

Il Canone è stato addebitato nonostante la dichiarazione di non possesso della televisione, nonostante la mancata residenza nell’abitazione, oppure è arrivato “doppio”, sia sulla prima che sulla seconda casa: questi i casi più comuni. Contribuenti-utenti confusi che giustamente pretendono di capire cosa cambia e come muoversi, relativamente ai loro casi specifici spesso complessi e molto diversi tra loro, per non diventare evasori fiscali o ritrovarsi a pagare un’imposta non dovuta.

Proprio dalle richieste degli utenti Rete Consumatori Italia ha lanciato il progetto #canoneinbolletta.it che, grazie al finanziamento del Ministero dello Sviluppo economico, da agosto 2016 per 12 mesi assisterà i cittadini, informandoli e offrendo consulenza sulle nuove procedure di pagamento del Canone Rai. Rete Consumatori Italia, che unisce Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici, potenzierà i suoi servizi attraverso:

  • la creazione di un canale web (www.canoneinbolletta.itper ottimizzare la reperibilità delle informazioni e l’assistenza online

  • l’attivazione dello sportelli online info@canoneinbolletta.it h24 per 365 giorni l’anno, che si unirà ai 133 sportelli di Rete Consumatori Italia, distribuiti in tutte le regioni italiane

  • l’utilizzo del numero verde 800.168.566 di RCI con attivazione del tasto “prontocanoneinbolletta”, per facilitare l’immediato contatto tra utenti e operatori

  • un Vademecum: una guida semplice per aiutare gli utenti/consumatori.

I servizi verranno forniti gratuitamente a tutti i cittadini, con un particolare impegno volto a raggiungere anche le fasce più deboli e le persone disabili, impossibilitate a recarsi presso gli sportelli o con deficit visivo.

 

Ecco svelati i più importanti dei numerosi aspetti relativi al canone in bolletta, se vi servono altre informazioni scriveteci a info@canoneinbolletta.it e vi daremo risposte corrette in attesa di tutti i chiarimenti che, ironia della sorte, a quanto pare dobbiamo rassegnarci ad avere a rate dalla Agenzia della Entrate, proprio come il Canone Rai.

Fonte : assoutenti.it

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BOLLETTE: DAL PRIMO MARZO ARRIVANO RIFORMA TARIFFARIA E CONTATORI: AUMENTI FINO AL 30%

Oggi 14 febbraio, il Presidente dell’Autorità per l’energia in un’audizione presso la Commissione Attività produttive della Camera ha affermato che dalla riforma delle tariffe elettriche deriveranno risparmi per 5,7 milioni di clienti e a noi di Codici risulta esattamente il contrario come vi spiegheremo.

Incredibile come Bortoni evidenzi che 5 milioni di italiani, attenzione non famiglie, beneficeranno di risparmi grazie alla riforma delle tariffe e non dica nulla sulle 17 milioni di famiglie, attenzione non italiani, che avranno aumenti delle bollette tra il 10 e il 30%. Inoltre ha sostenuto che per quanto riguarda i contatori di 2° generazione, costa meno sostituirli ex novo piuttosto che riparare quelli nuovi “on demand”. Bortoni sostanzialmente sostiene che la riforma tariffaria sarà un bene per i consumatori (benestanti) come al tempo della sua realizzazione dichiarò che gli italiani avrebbero avuto la possibilità di cucinare con sistemi ad induzione e di buttare via vecchie caldaie per riscaldarsi con pompe di calore e produrre anche acqua calda sanitaria. Rammentiamo che in questo anno non c’è stata nessuna corsa all’acquisto di queste tecnologie, anzi, causa crisi economica, c’è stato esattamente il contrario, ovvero una corsa alla riduzione dell’uso dell’energia.

Con la riforma tariffaria, nei modi e nelle soluzioni pensate interamente da questa Autorità, proprio questi ultimi saranno coloro che ne pagheranno le spese, anzi il conto.

Vi spieghiamo cosa accadrà a partire dal 1 marzo 2017.

In origine l’Autorità per l’energia per la clientela domestica fissò due tariffe obbligatorie per il servizio di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica: la tariffa D2 e la tariffa D3. Queste tariffe si applicavano sia al Servizio di Maggior Tutela che alle offerte del mercato libero.

Le tariffe D2 e D3 sono state eliminate con la Riforma Tariffaria del 2017 attraverso la quale è stata introdotta un’unica tariffa: la Tariffa TD per i servizi di rete, che comprendono: i costi relativi al trasporto dell’elettricità, dagli impianti di produzione fino a casa nostra, qui è compresa anche la “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”. Il costo è determinato dall’Autorità. Per gestione del contatore si intende il costo sostenuto per gestire e leggere i contatori e per gestire i dati delle letture.

La nuova tariffa TD si applica a tutti i clienti domestici e sostituisce le attuali tariffe D2 e D3, progressive e distinte tra residenti e non residenti.

Fino a prima della riforma tariffaria infatti, con la tariffa progressiva, all’aumento dei consumi, aumentava il prezzo del singolo kWh perciò gli utenti con consumi oltre una certa soglia pagavano di più, perciò per questi gli oneri di rete e di sistema erano più alti rispetto a chi aveva un consumo inferiore.

La tariffa progressiva era stata concepita per penalizzare gli sprechi.

Oggi invece il paradosso è che a consumi alti si associano una maggiore efficienza e sostenibilità energetica, pensando magari agli utenti in possesso di piastre elettriche o di un riscaldamento con pompe di calore (quelli che possono permettersele).

Inoltre secondo la ratio dell’Autorità, le famiglie numerose con la progressività in bolletta pagavano di più rispetto a nuclei familiari più piccoli o ai single , con una tariffazione socialmente ingiusta, quindi incentiviamo i consumatori a tenere le luci accese come a San Siro!

Con la nuova tariffa TD per i servizi di rete, i corrispettivi tariffari NON saranno più differenziati in base a scaglioni di consumo né tra utenti residenti e non residenti, che prima della riforma pagavano di più.

Dopo la riforma della tariffa per i clienti residenti e con potenza impegnata inferiore a 3 kW avverrà il passaggio dalla tariffa D2 a TD rete e quindi la spesa annua subirà un aumento di circa 64€ per chi consuma fino a 1800 kWh, e paradossalmente questa spesa si dimezza per chi consuma fino a 2.700 kWh e si annulla fino a 3.100 kWh. Tra l’altro si risparmiano 80€ per consumi di 4.440 kWh. Quindi un single o una coppia poco presente in casa vedrà un incremento del 15% della spesa totale in bolletta, una famiglia con potenza impegnata tra i 2.700 kWh e i 4,5 kW avrà un risparmio in bolletta del 24%.

I clienti non residenti con potenza impegnata di 3 kWh, ex tariffa D3, passeranno a TD rete con le seguenti conseguenze: l’aumento di spesa riguarderà le quote fisse con circa 20€ all’anno per una potenza impegnata di 3 kW, che si ridurranno al crescere dei consumi. Con dei consumi intorno ai 1.100 kWh annui la spesa per i consumatori rimane pressoché invariata mentre si abbasserà per chi consumerà fino ai 3.400 kWh con un risparmio di 90€. Il cliente domestico non residente con una potenza impegnata fino a 1,5 kW vedrà un incremento del 32% nella spesa in bolletta, fino a 3kW un incremento del 29%.

Fondamentalmente è la stessa situazione che si sta verificando con i 3X2 al supermercato: si spendono soldi per acquistare cose di cui non si ha bisogno attratti dal quantitativo per poi sprecarle, così il consumatore di energia elettrica si ritroverà ad essere incentivato a sprecare letteralmente per pagare di meno.

Alla faccia dell’efficienza energetica e degli sprechi, si sappia che l’Italia se vista dall’alto in base alla mappa del “Light Pollution Atlas” è tra le nazioni che ha una percentuale più elevata di inquinamento luminoso, sia per le strade che nelle case, pertanto continuiamo pure a diseducare i consumatori italiani.

Per quanto riguarda i contatori 2G, la nostra diffidenza deriva dal fatto che, potrebbe succedere ciò che è avvenuto per la prima generazione di contatori, quando si millantava che il dato sarebbe stato letto in remoto, che non sarebbero state prodotte code o stime; inoltre con i nuovi smart meter non ci sarà più bisogno di remunerare il servizio di lettura, servizio per il quale il consumatore paga e non gli viene reso, oppure si pensa di mantenere questa voce in bolletta anche con il nuovo sistema di telegestione?

Enel deciderà come e da chi verrà costruita l’infrastruttura, ma la sostituzione del contatore non è obbligatoria per legge (D.M 60/2015), e soprattutto non si è tenuti a farlo sostituire se non si è concluso il ciclo di vita del precedente contatore, ovvero 15 anni, come quello che verrà sostituito (basta leggere la data di produzione sull’apparecchio). Fatevi cambiare il contatore soltanto nel caso in cui non funzioni quello già installato presso la vostra abitazione.

Il fatto che questo smart meter sia al centro di un sistema complesso in cui interagiranno diverse tecnologie e nuovi servizi, che renderanno maggiormente fruibile ad esempio la domotica, non ci distoglierà dalla reale tutela del consumatore che verterà su: trasparenza e quantificazione dei costi, qualità e conformità dello smart meter e lettura rilevata e certa del dato.

 

Fonte : consumerismo.it

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Le tariffe dei pendolari calcolate in modo errato: Assoutenti e Trenitalia si accordano

Via libera da Trenitalia alla correzione delle tariffe, ora tocca alle regioni.

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Trenitalia raggiunge una nuova intesa con Assoutenti sulle tariffe sovraregionali in Conferenza delle Regioni.

Obiettivo: ottimizzare il modello di calcolo per non penalizzare gli abbonati e garantire l’equilibrio economico dei contratti.

A seguito della campagna di sensibilizzazione promossa da Assoutenti finalizzata al superamento della distorsione tariffaria insita nell’attuale meccanismo di calcolo delle tariffe, Trenitalia ha incontrato il 2 febbraio Assoutenti proponendo un percorso finalizzato al superamento della controversia.

L’azienda di trasporti condivide il disagio e le recriminazioni dei comitati pendolari di Assoutenti che lamentavano il fatto che con l’algoritmo di calcolo attuale, fra l’altro, gli abbonamenti sovraregionali arrivano a costare fino al 33% in più di quanto dovrebbero essere tariffati.

Trenitalia concorda sul fatto di portare la questione al tavolo della conferenza delle Regioni e delle Province Autonome per giungere a una nuova intesa che ottimizzi quindi il modello di calcolo e che garantisca, allo stesso tempo, l’equilibrio economico dei contratti. Tutto ciò per ottenere un riallineamento tariffario di compensazione rispetto ai maggiori oneri fatti pagare agli abbonati sovraregionali in questi ultimi anni, così da garantire equità e giusto trattamento ai pendolari che quotidianamente usufruiscono del servizio.

Ogni decisione in materia compete infatti alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, titolari per legge della tariffazione regionale e sovraregionale.

La Conferenza si riunirà, su richiesta di Trenitalia, entro la fine di febbraio, conseguentemente Assoutenti farà pressione su Chiamparino e Toti rispettivamente presidente e vice affinché i pendolari vedano riconosciuti i loro diritti.

Non sappiamo come andrà a finire, gli scenari sono 2:

  • Ratifica accordo con la revisione dell’algoritmo di calcolo.
  • Nessun accordo e start-up di una procedura risarcitoria.

Noi vi terremo informati, ma fin d’ora invitiamo tutti gli abbonati sovraregionali a conservare tutti gli abbonamenti dal 2007 ad oggi e iscriversi al Registro dei Risarcimenti nel caso sfumi ogni soluzione concordata e si aderisca all’azione risarcitoria promossa da Assoutenti.

Una battaglia per la giustizia e per l’equità che continua e che non ci vedrà mai mollare.

Per cautelare ogni singolo pendolare intanto vi invitiamo ad iscrivervi al Registro dei Risarcimenti.

ISCRIVITI AL REGISTRO DEI RISARCIMENTI

 

Fonte : assoutenti.it

Beffa pendolari, Assoutenti: “Chi ha sbagliato paghi”

 

Rabbia e voglia di riscatto, sui binari delle stazioni italiane, dopo l’ammissione da parte di Trenitalia di un errore nell’algoritmo che calcolava gli abbonamenti dei treni sovraregionali: si pagava oltre 30 euro in più al mese per una tratta come Genova-Milano. Furio Truzzi, presidente nazionale di Assoutenti spiega: “Il rischio class di una action, ovvero un’azione giudiziaria di massa, ora è reale. A meno che Trenitalia e le Regioni non si accordino prima per rimborsare chi è stato danneggiato”

 

Fonte : repubblica.it

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ASSICURAZIONI ON LINE, FATE ATTENZIONE A QUESTO SITO: WWW.ASSICURAZIONIBREVI.IT

polizze-auto

L’IVASS rende noto che è stata segnalata la commercializzazione di polizze r.c. auto, anche aventi durata temporanea, tramite il sito internet:

www.assicurazionibrevi.it

Il predetto sito internet non riporta alcun numero di iscrizione nel Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi, né la denominazione o la ragione sociale del soggetto che intermedia le polizze e pertanto non risulta riferibile ad alcun intermediario autorizzato.

 

Pertanto il sito internet www.assicurazionibrevi.it non è riconducibile ad alcun intermediario assicurativo iscritto nel Registro e l’attività di intermediazione assicurativa svolta attraverso lo stesso non è regolare.

 

L’IVASS raccomanda sempre di adottare le opportune cautele nella sottoscrizione tramite internet di contratti assicurativi, soprattutto se di durata temporanea, verificando, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione sul sito www.ivass.it:

 

  • degli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia (elenchi generali ed elenco specifico per la r. c. auto);
  • dell’elenco degli avvisi relativi a “Casi di contraffazione o società non autorizzate; siti internet non conformi alla disciplina sull’intermediazione”
  • del Registro unico degli intermediari assicurativi e dell’Elenco degli intermediari dell’Unione

 

In  ogni  caso,   l’Istituto   richiama   l’attenzione   degli   utenti   e   degli   intermediari   sulla circostanza che i siti web degli intermediari che esercitano l’attività di  intermediazione tramite internet devono sempre indicare:

 

  1. i dati identificativi dell’intermediario;
  2. l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica;
  3. il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’IVASS.

 

Per gli intermediari dello SEE abilitatati ad operare in Italia il sito web deve riportare, oltre ai dati identificativi ed ai recapiti sopra indicati, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria nonché la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine.

 

I siti web o i profili facebook (o di altri social network) che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte.

 

I consumatori possono chiedere chiarimenti ed informazioni al Contact Center dell’IVASS al numero verde 800-486661 dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 14.30.

 

Si invitano gli Organi di informazione a dare il massimo risalto al presente comunicato nell’interesse degli utenti.

 

Fonte : consumerismo.it

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