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allevamento di animali – maltrattamento è eccessivo uso di antibiotici

Sei impegni ai partiti sul benessere animale negli allevamenti. Con una serie di richieste precise: etichettatura volontaria secondo il metodo di allevamento, divieto di trasporti di durata superiore a otto ore, telecamere nei macelli, divieto dell’uso preventivo di antibiotici, allevamenti sostenibili e riduzione del consumo di carne. Le proposte vengono dal CIWF Italia che in occasione delle prossime elezioni politiche ha stilato un documento con sei impegni richiesti alla politica nella prossima legislatura.

Diverse inchieste hanno denunciato che spesso gli animali sono trasportati in condizioni di sovraffollamento, in mancanza di acqua e cibo, e senza soste adeguate. Da qui la richiesta di vietare i viaggi superiori alle 8 ore all’interno dell’UE e l’esportazione degli animali fuori dall’UE.

Un’altra  richiesta è l’installazione di telecamere nei macelli per evitare inutili sofferenze degli animali e in modo da tutelare la privacy dei lavoratori. Quarta richiesta è quella di divieto all’uso preventivo degli antibiotici. In gioco c’è un’emergenza globale come quella dell’antibiotico-resistenza e il fatto che in Italia circa il 70% degli antibiotici sia destinato agli animali. Il CIWF Italia chiede ai partiti di approvare una legge che vieti l’uso preventivo degli antibiotici negli allevamenti. Con essa c’è poi la richiesta di incentivi alla transizione verso allevamenti più sostenibili, che rispettino il benessere animale.

“Le diete che prevedono grandi quantitativi di carne non sono sostenibili, non solo in termini ambientali, ma anche di salute pubblica”, dice il CIWF, che chiede di promuovere nelle scuole e nelle mense pubbliche una dieta con un minore apporto di carne, che provenga da allevamenti più sostenibili e rispettosi del benessere degli animali.                                                              L’allevamento intensivo, sistema insostenibile non solo per la crudeltà intrinseca sugli animali ma anche per gli impatti sull’ambiente e rischi per la salute delle persone, ad un paese che guarda avanti, verso un’agricoltura più sostenibile verso tutti: animali, persone e ambiente. 

fonte: help consumatori

IL CONSU…MATURO NON RIFIUTA

il consu...maturo non rifiuta

il progetto finanziato ai sensi della legge 388 del dicembre 2000, con fondi del ministero dello sviluppo economico, è realizzata da sei associazioni dei consumatori, l’obiettivo è quella di suscitare nei cittadini la consapevolezza che il tema rifiuti è di scottante attualità ed è necessario una presa di coscienza da parte di tutti.

Un pò di storia  

Fin dalla notte dei tempi i rifiuti e la loro gestione hanno accompagnato la vita degli uomini in quanto parte integrante dell’intero sistema produttivo.
Con l’aumentare delle attività umane, fra cui ad esempio, l’artigianato, cresce di pari passo anche la produzione di rifiuti.
A questo incremento, però, non corrisponde alcun accorgimento contro gli odori dei resti di animali o gli scarti della produzione artigiana.
Nei secoli le comunità diventano “pestilenziali”.

È solo dall’anno 1000 che in Europa si prendono i primi provvedimenti per migliorare le condizioni igienico-sanitarie delle comunità, organizzando, che i scarti e i rifiuti, non avvenivano nelle vicinanze delle abitazioni.
La produzione dei rifiuti ottiene una notevole accelerazione in seguito alla rivoluzione industriale del 1800 che opera un profondo cambiamento delle società europee e vede la nascita delle metropoli.
Le invenzioni di presidi igienico sanitari non riescono però a contenere l’esplosione demografica metropolitana.
Nascono anche i primi «contenitori pubblici» per la raccolta dei rifiuti e comincia un’inversione di tendenza: il riciclaggio, o meglio il riutilizzo di parte di scarti e rifiuti , che era la regola fino a quegli anni, diminuisce sino a scomparire con il primo consumismo.
Il secolo successivo, il XX, vede un’esplosione dei consumi: compaiono nuovi materiali come ad esempio la plastica, inizia la produzione delle autovetture, degli apparecchi elettrici I rifiuti, che aumentano sempre più con l’aumentare della crescita economica, in questa fase vengono «scaricati» fuori dagli agglomerati urbani secondo il sistema delle discariche.
È soltanto negli anni ‘70 che nasce una prima sensibilità ecologica.

Ma cos’è un rifiuto?

I rifiuti sono costituiti da una serie di materiali di scarto che derivano dalle attività umane, molti dei quali riciclabili e riutilizzabili.

Vediamo i principali:

Alluminio

Carta e cartone

Plastica

RAEE (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche)

Rifiuto Umido – Organico

vetro 

 

I comportamenti virtuosi

Cosa può fare un “ConsuMaturo” rispetto ai prodotti finali del proprio consumo?
Nel campo dei rifiuti vale la regola delle tre R: Ridurre, Riusare, Riciclare.
In questo modo si orienta il percorso di smaltimento verso comportamenti virtuosi.

cosa vuol dire ridurre 

Gli imballaggi, i contenitori che contengono i prodotti, costituiscono circa il 35% del peso e quasi il 50% del volume totale dei rifiuti urbani, prodotti annualmente. È possibile quindi adottare un comportamento d’acquisto maggiormente consapevole, teso alla riduzione degli imballaggi.
Questo si può fare ad esempio:
– limitando i prodotti usa e getta e preferendone, nel caso,
prodotti biodegradabili
– preferendo confezioni poco voluminose, o con imballaggi
riciclabili o riciclati
– scegliendo prodotti concentrati, e, nel caso di detergenti e
detersivi, preferire prodotti alla spina
– acquistare prodotti sfusi o anche alimentari alla spina
(vino, olio, ma anche pasta e cereali)
– usare apparecchi o batterie ricaricabili

Come Riusare

Riutilizzare vuol dire allungare ove possibile la vita dei prodotti, abbandonare o diminuire la tendenza all’usa e getta, scegliendo di comprare beni durevoli di qualità, con vite utili più lunghe. Significa anche, come detto prima, “ricaricare” e “ri riempire”, ma è anche “riparare”, valutando la possibilità di aggiustare le cose prima di gettarle.

Perché riciclare

Riciclare significa invece indirizzare i risultati del nostro consumo al percorso più corretto di smaltimento, disassemblaggio e riutilizzo.
Come abbiamo visto sono molte le materie che, se correttamente separate, possono rigenerarsi a nuova vita come alluminio, vetro, carta e plastica e in alcuni casi la parte umida. Fondamentale quindi, in questa fase, per un corretto recupero, una separazione puntuale e attenta da parte dei cittadini.

Progetto realizzato nell’ambito del Programma Generale di intervento della
Regione Siciliana 2016/2017 con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello
Sviluppo Economico – Ripartizione 2015

Associazioni partecipanti

Adiconsum Sicilia, Assoutenti, Consumatori Associati, Omnia Associazione Consumatori, Unione Dei Consumatori, UNC consumatori.it